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Ancora strada in salita per la proposta di legge sul testamento biologico, i cui tempi per l’approvazione in Senato sembrano procrastinarsi sempre di più. E aumentano gli appelli e le richieste al Parlamento.

A questo proposito riportiamo di seguito un interessante articolo uscito su La Nazione (2/11/’17), dal titolo “Fate la legge sul testamento biologico” a cura di Manuela Plastina che propone due posizioni cariche di significato e di forza: la testimonianza di Michele Gesualdi, ex presidente della Provincia di Firenze, da tre anni malato di SLA, che ha deciso di rifiutare ogni inutile intervento invasivo in quanto non curativo. Con parole chiare e semplici, chiede ai presidenti delle due Camere di <<calarvi in simili drammi e contribuire ad alleviarli. Non si tratta di favorire l’eutanasia ma di lasciare libero l’interessato di scegliere di non essere inutilmente torturato>>.

A questa energica considerazione, contribuisce a dare forza la posizione della presidente della nostra Fondazione, Donatella Carmi: <<Il messaggio di Gesualdi mi ha suscitato una grande commozione e riaperto tanti interrogativi. Con grande dignità ribadisce il diritto di poter scegliere per se stesso, un diritto da esercitare col proprio medico nella condivisione di una pianificazione delle cure. Solo noi stessi possiamo avere un’idea del nostro limite>>.