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Molti giornali in questi giorni, riferendosi alle dichiarazioni di Marina Ripa di Meana, hanno contribuito ad alimentare la grande confusione che ruota attorno alla differenza tra sedazione palliativa profonda ed eutanasia. Ma questo tipo di sedazione non è l’eutanasia. È invece una delle possibilità di scegliere se e come curarsi. Una scelta proiettata nel futuro e fondata sul diritto di ricevere o rifiutare determinati trattamenti sanitari previsti dalle cure palliative, anche indispensabili per la sopravvivenza: si mette l’accento sulla prevalenza del volere del malato.

In Italia non c’è una norma specifica sulla sedazione profonda, ma esiste una legge, la n. 38 del 2010, che sancisce che le cure palliative, ormai entrate di fatto nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, sono un diritto del cittadino. Ciò vuol dire che tutte le procedure terapeutiche che rientrano in questa categoria, compresa la sedazione profonda, sono lecite dal punto di vista legale, giuridico e deontologico. E con la legge sul testamento biologico che  regolamenta la possibilità di decidere in anticipo e per iscritto a quali cure sottoporsi in caso di insorgenza di gravi patologie, approvata a fine 2017, la sedazione palliativa profonda introdotta dalla legge 38, oltre che un diritto di tutti i cittadini, diventa un dovere per ogni struttura sanitaria e per ogni medico.

Per conoscere e capire insieme le implicazioni e le conseguenze della recente legge sul testamento biologico (“Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”), giovedì 18 gennaio, l’Associazione Gr.e.ca.le., in collaborazione con FILE e con l’Istituto Italiano di Bioetica, propone un’analisi interpretativa del testo normativo presso il Complesso Polivalente Universitario di Viale Pieraccini (Cubo, Aula piccola).
Un gruppo di professionisti di varie discipline fornirà una lettura dei punti chiave della nuova legge sul fine vita, con approfondimenti dal punto vista sanitario, legale ed etico. L’iniziativa è aperta a tutti con ingresso libero, di seguito è possibile prendere visione del programma.

Nello specifico saranno analizzate una serie di disposizioni normative riguardanti il consenso informato che il paziente rilascia al medico per essere sottoposto a trattamenti sanitari; la garanzia per il paziente (anche laddove rifiuti o revochi il consenso alle cure mediche) di ricevere adeguate cure palliative e la terapia del dolore; il c.d. divieto di accanimento terapeutico del medico; il rilascio del consenso informato nel caso in cui il paziente sia un minore di età o una persona incapace; l’introduzione delle disposizioni anticipate di trattamento (D.A.T.).

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