Longevità e fragilità: perché è nato Girot

In Italia, ai primi posti al mondo per longevità, la fragilità cresce più velocemente dell’aspettativa di vita: con l’aumento di quest’ultima, infatti, aumentano anche la cronicizzazione delle malattie, i casi di disabilità grave, le ospedalizzazioni ricorrenti. Il questo scenario, progetti come G.i.r.o.t. assumono un’importanza fondamentale perché permettono di assistere a casa le persone malate, molto anziane, cercando di evitarne l’ospedalizzazione incongrua.

Lo scenario di riferimento

L’Italia è uno dei paesi con il più alto indice di vecchiaia al mondo. Ad oggi, la speranza di vita alla nascita è di 80 anni per l’uomo e di 84 anni per le donne e questa tendenza andrà ad aumentare con il tempo. Secondo i dati Istat, la popolazione con più di 65 anni passerà dal 21,7% del 2015 al 32,6% nel 2065, mentre gli over 85 si dovrebbero attestare al 10% contro il 3,2% del 2015.

I modelli assistenziali tradizionali hanno dimostrato già da tempo di non essere adeguati alle esigenze peculiari dei pazienti anziani, specialmente se fragili, con ricoveri e accessi al pronto soccorso continui e molto spesso inappropriati. Basti pensare che un terzo dei pazienti anziani dopo una degenza ospedaliera non è più in grado di camminare, la prevalenza di stato confusionale acuto raggiunge il 60%-70% tra i più anziani, soprattutto se con demenza, il rischio di contrarre un’infezione, spesso da micro-organismi resistenti ai comuni antibiotici, aumenta esponenzialmente con il protrarsi del ricovero.

La casa, luogo di cura per eccellenza

Per un anziano malato, la casa è da considerare il luogo privilegiato in cui ricevere assistenza, così da poter vivere i suoi ultimi mesi, settimane, giorni circondato dalle sue cose e dai suoi affetti.

Proprio per questo motivo, AUSL Toscana Centro ha dato vita al progetto G.i.r.o.t. (Gruppi di Intervento Rapido Ospedale-Territorio): per assistere domiciliarmente queste persone, cercando di evitarne l’ospedalizzazione incongrua.

«Le cure domiciliari, quando possibile, sono da prediligere, soprattutto per i malati over 80, per i quali trascorrere l’ultimo tratto del lungo percorso di vita lontano dalle mura di casa è quasi una violenza».

La nascita di G.i.r.o.t.

G.i.r.o.t. nasce nel luglio 2021 grazie all’iniziativa di un team di geriatri ed infermieri territoriali, come necessità dettata dalla pandemia, e, oggi, sta diventando un modello organizzativo vincente: questo progetto (altrimenti conosciuto come “Ospedale Senza Muri“) dell’AUSL Toscana Centro, ha “messo gambe” all’ospedale, non più situato in un luogo ma ovunque ci sia bisogno di assistenza.

Il supporto di FILE

Dopo alcuni mesi dalla costituzione del progetto, dalle équipe di G.i.r.o.t. è emersa la necessità di avere a disposizione la consulenza di un team di palliativisti per il controllo del dolore e dei vari sintomi.

Così, nel gennaio 2022, FILE è stata inclusa nel progetto con un’équipe di palliativisti (un medico, un’infermiera ed una psicologa), i quali prestano assistenza attraverso diverse modalità di intervento, delineate in base alle specifiche esigenze del paziente e del suo contesto familiare.

Leggi l’intervista al dottor Luca Abrardi, medico FILE attivo in G.i.r.o.t.

Il successo del progetto G.i.r.o.t.

Grazie ai Gruppi di Intervento Rapido Ospedale-Territorio, vere e proprie “squadre mobili di pronto intervento” dedicate all’assistenza agli anziani cronici e fragili, nel 2022 appena il 7% (sul totale degli assistiti AUSL Toscana Centro) dei pazienti presi in carico ha dovuto essere ricoverato in ospedale o in pronto soccorso.

«Questa esperienza sta dimostrando che una migliore integrazione fra ospedale e territorio è possibile e apre la strada per il futuro della riorganizzazione del sistema sanitario pubblico».

I numeri FILE
del progetto
G.i.r.o.t.

Nel 2022, nell’ambito del progetto G.i.r.o.t., i nostri operatori hanno seguito 274 pazienti, per un totale di 1.580 visite. E di questi pazienti ne sono tornati al pronto soccorso solo 6. Un bel risultato!

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